#MID023 | L'AI diventa tascabile
Certe volte, mi chiedo se abbiamo davvero bisogno di uno strumento che faccia tutto al posto nostro.
Certe volte, mi chiedo se abbiamo davvero bisogno di uno strumento che faccia tutto al posto nostro. Non sarebbe forse più opportuno utilizzare l’AI Generativa per svolgere al meglio e più velocemente i nostri task quotidiani, senza, per questo, sperare che ci sostituisca completamente?
In uno scenario decisamente pittoresco, a metà strada fra una più che auspicabile tendenza verso l’innovazione ed una (quasi) imbarazzante pigrizia mentale, si inserisce (a gamba tesa!), non una innovativa Intelligenza Artificiale in grado di rivoluzionare completamente le nostre vite, ma un dispositivo tascabile che ci risparmia la “fatica” di accedere alle nostre app: Rabbit R1
Detta così, tutta questa storia non assomiglia tanto ad un film di fantascienza (come, in realtà, dovrebbe essere!) ma, piuttosto, ad una dozzinale commedia leggera americana.
Un dispositivo economico e dal design accattivante
Rabbit R1 è un dispositivo tascabile, progettato dalla start up Rabbit Inc. in collaborazione con l'azienda svedese Teenage Engineering, in grado di completare “qualsiasi attività” a fronte di una serie di comandi impartiti vocalmente (mediante un pulsante push-to-talk). Ha un touchscreen da 2,88 pollici ed una specie di rotella per lo scorrimento analogico provvista di fotocamera (che può ruotare di 360 gradi).
Rabbit R1 è un “oggetto” - perché, al di là di tutto, di questo stiamo parlando - che ci ha subito entusiasmato (per una decina di minuti al massimo…). Ne hanno parlato tutti (non solo al CES 2024), grazie, anche ad un prezzo più che accessibile (poco meno di 200 dollari) e ad un design “giocoso” ed accattivante. Qualcuno ha addirittura riesumato i tamagotchi e, da un certo punto di vista, questa associazione, non mi sembra affatto strampalata.
Una casa di plastica e di colore rosso
Che l’AI Generativa stesse cercando casa, non è certo una novità. Ve ne avevo già parlato un paio di settimane fa. Eppure, mai avrei immaginato che questa sarebbe stata di plastica e di colore rosso! A parte gli scherzi, l’hype costruito intorno a Rabbit R1 è una chiara dimostrazione di quanto il genere umano, più che dalla tecnologia in senso stretto, sia fondamentalmente attratto dagli “oggetti”. Poi, se questi “oggettini simpatici e colorati” (da comprare e possedere) sono anche tecnologicamente avanzati, ben vengano!
È di questi giorni la notizia che, a breve, Rabbit R1, per svolgere al meglio le proprie funzioni, oltre ad utilizzare LLM basati su ChatGPT e i cosiddetti LAM, ovvero modelli linguistici in grado di “imparare dagli utenti”, integrerà anche la tecnologia di Perplexity, il ben noto “generatore di risposte” open source di cui si è parlato nei giorni scorsi soprattutto in seguito ad un finanziamento (a sei zeri) ricevuto da Jeff Bezos.
L’obiettivo è, ovviamente, quello di ampliare ed affinare le proprie funzionalità, mettendo da parte un certo tipo di marketing e cercando, quindi, di scrollarsi di dosso (almeno, in parte) quella “giocosità” con cui si è presentato sul mercato. Insomma, “Rabbit R1 può sembrarvi un giocattolo, ma non lo è affatto!”. Potrebbe essere questo il motto 2.0 della società americana?
Staremo a vedere se questo nuovo approccio sarà realmente in grado di conquistare i consumatori.


