#MID038 | È un problema di sicurezza nazionale
Il presidente Joe Biden ha firmato una legge che potrebbe portare al ban di TikTok negli Stati Uniti. Secondo diversi funzionari politici statunitensi, vi sarebbe un problema di sicurezza nazionale.
TikTok non mi è mai piaciuto particolarmente. L’ho sempre considerato una “trappola per adolescenti”, stracolma di contenuti, ma di scarso, se non scarsissimo, valore. Eppure, ahimè, è il Social Media che più si adatta alle esigenze delle nuove generazioni. Un prezioso territorio di caccia per le più blasonate agenzie di marketing che puntano sulla viralità per raggiungere i propri (e quelli dei loro clienti) obiettivi di business.
Come dargli torto? Per fortuna - ma spesso ce ne dimentichiamo - avremmo tutti un grande potere: quello di cancellare il nostro account e di cominciare a frequentare ambienti che, almeno apparentemente, più si addicano alle nostre esigenze ed aspettative. Insomma, nessuno ci obbliga a “stare pigramente su TikTok”. Spesso, lo facciamo e basta.
Al di là di queste mie considerazioni personali, che, ovviamente, lasciano il tempo che trovano, la dipendenza dai Social Media (non solo da TikTok!) è un problema serio, che andrebbe affrontato collettivamente, ovvero con il contributo di tutti i soggetti coinvolti (istituzioni, famiglie, utenti).
In questo caso, il condizionale è d’obbligo. Stabilire oggettivamente, e nel rispetto di tutti (anche dei business), qual è il limite fra lecito e illecito è sempre stato un problema, figuriamoci per strumenti di massa come i Social Network. Insomma, non vorrei certamente stare nei panni del legislatore. Un cosa è certa però: il problema esiste ed è sempre più accentuato.
Il paradosso di Biden
Se, qui in Europa, c’è una forte preoccupazione per la salute mentale dei suoi utenti, soprattutto in seguito al rilascio di una versione semplificata dell’app chiamata “Lite”, che “paga gli utenti per rimanere sulla piattaforma”, in America, TikTok ha ben altri problemi. Come sappiamo, il presidente Joe Biden ha recentemente firmato una legge che potrebbe portare al ban del popolare Social Network cinese negli Stati Uniti.
Questa legge prevede che ByteDance (la società madre cinese di TikTok) venda l’app ad un acquirente approvato dal governo americano entro e non oltre il 19 gennaio 2025, ovvero un giorno prima della scadenza del mandato dell’attuale presidente degli Stati Uniti.
La preoccupazione principale è la sicurezza nazionale. Funzionari politici e delle forze dell’ordine statunitensi hanno, infatti, paventato il rischio che le autorità cinesi, in virtù di una serie di leggi sulla sicurezza nazionale che obbligano le organizzazioni ad assistere il governo nella raccolta di informazioni, possano costringere ByteDance a consegnare i dati dei 170 milioni di americani che attualmente utilizzano TikTok.
Se, da una parte, il CEO di TikTok, Shou Zi Chew, ha cercato di rassicurare gli utenti, sostenendo pubblicamente che "TikTok non andrà da nessuna parte” e che continuerà ad operare negli Stati Uniti (sfidando, quindi, le restrizioni imposte dal governo americano), dall’altra, l’entourage di Biden ha – paradossalmente - dichiarato che continuerà ad utilizzare la piattaforma durante la campagna di rielezione del presidente uscente.
Ritengo che la bagarre si risolverà “amichevolmente”. Un TikTok senza gli utenti americani non sarebbe certamente plausibile. Potrebbero addirittura scatenarsi delle vere e proprie rivolte contro le istituzioni americane, trasformando l’eventuale ban in un pericoloso boomerang per l’establishment. Supponiamo, invece, che ByteDance decidesse di vendere TikTok. Chi sarebbe disposto ad investire tra i 20 e i 100 miliardi di dollari per comprare la piattaforma?


