#MID045 | Internet è diventata una discarica
Da anni e, quindi, molto prima dell’avvento dell’Intelligenza Artificiale, Internet è infestato da contenuti clickbait generati artigianalmente da persone in carne ed ossa.
Molti se la prendono ingenuamente con l’Intelligenza Artificiale, ma non è solo questo il problema. Internet è diventata una vera e propria discarica, in cui qualche informazione sempre meno rilevante e una montagna di contenuti fuorvianti, falsi e tendenziosi si alternano senza soluzione di continuità.
Il web non ha mai rappresentato la “verità assoluta”, neppure agli albori della sua ultraventennale storia. Eppure, con un minimo di attenzione, almeno fino a qualche tempo fa, era comunque possibile trovare ciò di cui si aveva bisogno, limitandosi a lanciare due o tre query.
Nel peggiore dei casi, ci si poteva imbattere in qualche effimera classifica in stile “BuzzFeed”, ma nulla di più. Oggi, sembra di camminare sui carboni ardenti. Come testimoniato anche da una recente indagine di NewsGuard, l’estensione per browser che consente di individuare le fake news, il tutto è stato ulteriormente esacerbato dall’avvento dell’AI Generativa.
Secondo NewsGuard Technologies, al 13 giugno 2024, esistevano infatti quasi 1.000 siti web di news generati automaticamente dall’Intelligenza Artificiale, denominati “UAIN” (“Unreliable AI-generated News”), in 16 lingue, tra cui arabo, cinese, inglese e italiano, che producono (nel senso letterale del termine) una quantità inaudita di contenuti potenzialmente incoerenti, fuorvianti o, addirittura, falsi perché generati senza alcuna supervisione umana. Il modello di business per questi siti è la cosiddetta pubblicità programmatica, attraverso la quale si pubblicano annunci pubblicitari senza tenere conto della natura o della qualità del sito.
Sta per arrivare uno tsunami
Ma siamo assolutamente certi che il vero problema sia soltanto questo? Da anni e, quindi, molto prima dell’avvento dell’Intelligenza Artificiale, Internet è infestato da contenuti clickbait generati artigianalmente da persone in carne ed ossa, che, per qualche dozzina in più di click, sarebbero addirittura disposti a vendere la madre.
Ecco, se per controbattere o, almeno, limitare gli impatti dell’AI Generativa sull’informazione online serva senz’altro il contributo di tutti gli attori coinvolti (compresi i Governi), è pur vero che gli editori, nel frattempo, dovrebbero rivedere drasticamente le proprie strategie commerciali, perché sta per arrivare un vero e proprio tsunami, che stravolgerà completamente le regole del mercato digitale.
Gli utenti di Internet non si fidano più di ciò che leggono sul web. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo per convincerli a tornare, perché dietro ad ogni click – è bene non dimenticarlo mai - c’è sempre una persona. Vi sembrerò senz’altro il “solito sognatore”, ma non vedo altra soluzione che ripartire dal coinvolgimento diretto delle persone e, quindi, dalla qualità dei contenuti prodotti.
Buon weekend!


