#MID053 | Chiacchiere e distintivo
Elon Musk è l’uomo degli annunci.
Non potendo far leva su una particolare passione per le automobili, cosa, questa, che mi avrebbe senz’altro consentito di tracciare un profilo più benevolo del personaggio, mi ritrovo costretto ad analizzare solo il resto. Elon Musk è l’uomo degli annunci. Dalla sua ossessione adolescenziale per Marte ai veicoli a guida autonoma, passando per i chip cerebrali e la connessione internet satellitare, Musk ha sempre saputo come manipolarci. A chi sosteneva, commentando un mio provocatorio post LinkedIn su Musk in cui mi lamentavo di dover sempre leggere notizie che lo riguardavano, che “quella non era certo la settimana giusta per farlo”, rispondo, sebbene non sia particolarmente corretto, con una domanda: “Quale sarebbe, allora, la settimana giusta, visto che ogni giorno siamo bombardati dai suoi sensazionalistici annunci?”. Al di là di tutto, a mia modesta opinione, Elon Musk non è altro che un agiato super miliardario che ha comprato un fiorente Social Network (per diverse decine di miliardi di dollari!) solo per trasformarlo nel proprio strumento di propaganda, infischiandosene altamente degli utenti e, cosa ancora peggiore, degli investitori, oltreché lasciandolo in balia di un incontenibile coacervo di disinformazione, deep fake, sessismo e razzismo. Esagero? Può darsi, ma il feed di X (ex Twitter) è comunque sotto gli occhi di tutti.
Per non parlare poi del suo sostegno incondizionato (e con finanziamenti da capogiro!) alla campagna presidenziale di Donald Trump, obiettivamente uno dei candidati più reazionari e pericolosi dell’intera storia americana. Mettendo da parte, solo per un attimo, il “personaggio”, è comunque molto rischioso concentrare tanti soldi e tanto potere nelle mani di pochi, figuriamoci se le mani sono proprio quelle di Musk e Trump! Insomma, al di là dei “gusti personali”, vedo all’orizzonte molti più rischi che benefici. Fare una presentazione ad effetto in cui il tuo più recente ritrovato tecnologico (gli Optimus) non si regge sulle proprie gambe (pare che i robot umanoidi fossero telecomandati!), mi ha addirittura “strappato un sorriso”. Non è certo questo il problema. Il vero limite è il suo incontrollabile narcisismo. E non stiamo, ovviamente, parlando di una persona qualsiasi, ma di uno degli imprenditori più ricchi del mondo, in grado di influenzare, almeno potenzialmente, grandi masse di persone, più interessate all’elenco delle innovazioni annunciate che non alle innovazioni stesse (una sorta di “fascinazione di massa”). Lo so, stiamo sconfinando in territori “altri” rispetto ai consueti canoni di questa newsletter, ma tracciare un profilo del “visionario imprenditore tecnologico contemporaneo” tralasciando tutto il resto, non sarebbe stato deontologicamente corretto. Bisogna prendersi tutto il pacchetto e giudicare in maniera oggettiva cosa c’è dentro.
Buon weekend!



