#MID080 | Meno click, più risposte dirette
La recente indagine di Ahrefs sugli impatti di AI Overview sulla "ricerca" ha senz'altro fatto discutere...
Nonostante alcuni suoi limiti oggettivi, ad esempio, un focus solo su desktop e la mancanza di segmentazione per settore merceologico e tipologia di sito web, la recente indagine di Ahrefs sugli impatti di AI Overview (ovvero i fantomatici riepiloghi generati automaticamente dall’Intelligenza Artificiale e visualizzati direttamente nella SERP) sulla “ricerca” ha senz’altro fatto discutere.
Mentre Google continua a sostenere che questi snippet favoriscano il traffico verso i siti citati (ma senza spiegarne i motivi!), i dati di Ahrefs rivelano una realtà ben diversa: l’introduzione negli Stati Uniti di AI Overview nel periodo compreso tra marzo 2024 e marzo 2025 ha coinciso con una riduzione media del 34,5% nel click-through rate (CTR) delle pagine in prima posizione per query di tipo informazionale, rispetto a keyword simili prive di tale funzione.
Per giungere a tali risultati, Ahrefs ha selezionato 300.000 keyword con intento informazionale, suddivise in due gruppi da 150.000: uno con AI Overview attiva nei risultati di ricerca ed uno senza. Utilizzando i dati aggregati da Google Search Console, è stato calcolato il CTR medio (desktop) relativo a marzo 2024 (ovvero, prima del rollout negli USA di AI Overview) e a marzo 2025 (dopo il rollout).
I dati hanno mostrato chiaramente un calo significativo del CTR per le keyword con AI Overview: a marzo 2024, il CTR medio per la prima posizione su keyword informazionali era 5,6%, mentre, a marzo 2025, per le stesse keyword, ma senza AI Overview, il CTR è sceso a 3,1% (−44,6%). Per le keyword con le AI Overview, il CTR si è ridotto significativamente, passando da 7,3% a 2,6% (−64,4%). Attraverso un successivo calcolo previsionale, Ahrefs ha inoltre stimato che la presenza di AI Overview abbia causato una sostanziale riduzione del CTR di circa il 34,5% per i risultati in prima posizione.
Con tutti i loro limiti, questi dati suggeriscono che, analogamente ai classici “featured snippets”, AI Overview favorisca un incremento delle cosiddette “zero‑click searches”, in cui l’utente trova le risposte direttamente nella SERP, senza dover necessariamente visitare siti web esterni. Ma ciò che nessuno vi racconta, probabilmente per un limite, al momento, oggettivo (non è possibile distinguere nel Search Console i click generati da AI Overview da quelli generati dai risultati tradizionali), è il potenziale rafforzamento della riconoscibilità di un brand quando i suoi contenuti vengono utilizzati dall’Intelligenza Artificiale per creare i riassunti nella SERP. Immagino che il problema, sempre che ve ne sia uno, risieda proprio qui ed impatti in maniera significativa esclusivamente sugli intermediari, ovvero sugli specialisti della SEO, molto meno sui proprietari dei siti web. Sempre che in questo limbo senza regole e senza risposte molti di questi siti web non collassino per non aver cambiato prontamente strategia.
Partendo dalla mia esperienza personale, ho riscontrato che per alcune keyword con intento informazionale relative al settore merceologico che seguo maggiormente (mercato B2B), una percentuale piuttosto rilevante dei riassunti dell’Intelligenza Artificiale viene generata grazie ai contenuti che ho creato nel corso degli ultimi mesi. Pur non essendoci una corrispondenza diretta e misurabile fra i riepiloghi e i relativi click generati, sono abbastanza sicuro che gli utenti medi prestino particolare attenzione alle fonti con cui vengono creati i riassunti in SERP e che, quando si sentiranno convinti ad effettuare un acquisto oppure a chiedere maggiori informazioni, non avranno dubbi a riguardo, “bypassando”, probabilmente, anche la stessa SERP.
Pur non essendo un vero e proprio “specialista”, due o tre cose sulla SEO le so anche io. Oltre a fare in modo che i propri contenuti vengano inclusi nei riassunti dell’Intelligenza Artificiale (devono essere “citabili”, oltreché “utili”), ciò che mi sento di consigliare a chi opera in maniera esclusiva in questo settore è di concentrarsi sulle conversioni, verificando come il calo di click influisca sui KPI di uno specifico business (lead, vendite, iscrizioni) e di non limitarsi a tenere sotto controllo il CTR. Ad alcuni, questa affermazione potrà sembrare una ovvietà, ma credo che sia arrivato il momento di agire, cambiando radicalmente l’approccio. Basta chiacchiere.



